venerdì 6 aprile 2018

TRAINSPOTTING DAL VIVO AL BRANCACCINO





Un vero pugno nello stomaco questo spettacolo, non perchè non si abbia nella mente le scene del film di Danny Boyle del 1996, ma il teatro è un mezzo più diretto rispetto al cinema. Con il teatro puoi, davvero, far entrare all'interno della storia il pubblico, specialmente quando, come d'uso al Brancaccino gli attori sono già in scena al momento dell'entrata del pubblico. Nel caso di TRAINSPOTTING, per la regia di Sandro Mabellini in scena, appunto al Brancaccino fino a domenica 8 aprile, troviamo i 4 attori seduti alla famosa stazione del treno di Leith,osservando i treni passare, e sono in mutande, per indicare metaforicamente, il loro disarmo davanti alla società, sono talmente disarmati davanti alla scelta di vita che la società gli propone da decidere di invertire la rotta e scegliere l'eroina. La versione proposta è quella dell'adattamento teatrale di Wajdi Mouawad del libro di Irvine Welsh, la scelta registica è stata quella di scegliere una modalità che possa far capire al pubblico la motivazione delle scelte dei personaggi da Mark Renton a Sick boy a Spud a Begbie , a Tommy. Lo stile è molto crudo, il che è senza dubbio da apprezzare, perchè questa storia è una storia cruda, una storia in parte autobiografica, certamente di denuncia della situazione del sottoproletariato scozzese degli anni 90', in particolare della sua gioventù e che ha avuto paralleli in molte altre nazioni. E' una storia scomoda per la quieta borghesia, ma la realtà, se vogliamo cambiarla va sbattuta in pieno viso, quindi ben venga una resa teatrale nel 2018 di questo genere. La scenografia la definirei allusiva: lampadine con lunghe code, pronte ad attorcigliarsi al collo del malcapitato, sedili che ricordano il water, un pannello con scritto a mo' di graffito i nomi dei protagonisti. Un'ambientazione quindi grunge, ma sempre tenendo conto delle metafore. Un'altro punto di forza dello spettacolo sono gli attori, veramente bravi, una recitazione puntuale nella sua particolarità, perchè  i personaggi non sono facili da interpretare se poi pensiamo che alcuni attori come Riccardo Festa ha impersonato tre personaggi: Spud, Sick boy e Tommy, e anche i movimenti corporei in scena, una vera e propria drammaturgia dei movimenti che trasmetteva perfettamente al pubblico lo stato d'animo dei personaggi.
Miriam Comito


Spazio del Racconto
rassegna di drammaturgia contemporanea 2017/2018
III edizione
dal giovedì al sabato ore 20.00; domenica ore 18.45

5 – 8 aprile 2018
Viola Produzioni
TRAINSPOTTING

di Irvine Welsh, versione Wajdi Mouawad

traduzione Emanuele Aldrovandi

regia Sandro Mabellini

con Michele Di Giacomo, Riccardo Festa, Valentina Cardinali, Marco Bellocchio

costumi Chiara Amaltea Ciarelli
drammaturgia scenica Festa, Di Giacomo, Bellocchio, Cardinali






La società s’inventa una logica assurda e complicata, per liquidare quelli che si comportano in un modo diverso dagli altri. Ma se, supponiamo, e io so benissimo come stanno le cose, so che morirò giovane, sono nel pieno possesso delle mie facoltà eccetera eccetera, e decido di usarla lo stesso, l’eroina? Non me lo lasciano fare. Non mi lasciano perché lo vedono come un segno del loro fallimento, il fatto che tu scelga semplicemente di rifiutare quello che loro hanno da offrirti. Scegli noi. Scegli la vita. Scegli il mutuo da pagare, la lavatrice, la macchina; scegli di startene seduto su un divano a guardare i giochini alla televisione, a distruggerti il cervello e l’anima, a riempirti la pancia di porcherie che ti avvelenano. Scegli di marcire in un ospizio, cacandoti e pisciandoti sotto, cazzo, per la gioia di quegli stronzi egoisti fottuti che hai messo al mondo. Scegli la vita. Beh, io invece scelgo di non sceglierla, la vita. E se quei coglioni non sanno come prenderla, una cosa del genere, beh, cazzo, il problema è loro, non mio. Come dice Harry Lauder io voglio andare dritto per la mia strada, fino in fondo…

La storia di T è la storia di quattro ragazzi e una ragazza.
Mark Renton, disoccupato come la maggior parte dei giovani scozzesi della sua generazione, ha trascinato nella confusione e nella dedizione ad ogni tipo di droga i suoi amici d'infanzia.
Sick Boy, un appassionato di cinema e sciupafemmine, Begbie, un pericoloso outsider sempre alla ricerca della rissa, Tommy, un seguace del bodybuilding, e Alison, fidanzata di Sick Boy, che cerca di conciliare la sua dipendenza dalla droga con il suo ruolo di madre. Per ingannare la noia, i personaggi rubano, e si distruggono di eroina, tutti tranne Tommy, che vive un'altra forma di dipendenza.

Perché abbiamo deciso di realizzare adesso questo spettacolo, visto che il film di Danny Boyle è nella testa di tutti, e che recentemente è stato rinnovato con il sequel (T2)? Per mettere in scena persone che l’uomo medio non vuole vedere; perché i personaggi di questo romanzo ci costringono a farci domande sul funzionamento della nostra società. I personaggi di T passano il tempo fuggendo le loro responsabilità: non lavorano, ricevono sussidi di disoccupazione che spendono in droghe e alcool, perché la realtà della vita non li interessa. Al di là della questione della definizione di identità, onnipresente in scena, è la questione della dipendenza.

Sandro Mabellini – regista

Vive e lavora tra l'Italia e il Belgio. Si diploma come attore alla Scuola di Teatro di Bologna; si perfeziona come regista con Luca Ronconi al Centro Teatrale Santa Cristina e come performer con la Societas Raffaello Sanzio. Si specializza come regista sugli autori contemporanei, tra cui: Joel Pommerat, Jon Fosse, Davide Carnevali, Martin Crimp, Albert Ostermaier, Patrick Marber. Vince il premio di produzione al Napoli Teatro Festival con Tu (non) sei il tuo lavoro, di Rosella Postorino, e con Casa di bambola di Emanuele Aldrovandi; vince inoltre il premio di produzione al Festival I Teatri del Sacro con Stava la madre di Angela Dematté.


BRANCACCINO
Via Mecenate 2, Roma - www.teatrobrancaccio.it
Biglietto: 14,00 € + 1,50 € d. p.
card open 5 ingressi: 55 €
Prevendita su Ticketone.it e presso i punti vendita tradizionali
BOTTEGHINO DEL TEATRO BRANCACCIO 
Via Merulana, 244 | tel 06 80687231 | botteghino@teatrobrancaccio.it

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