giovedì 16 novembre 2017

UNO SPETTACOLO INTIMISTA AL TEATRO DELLA COMETA

Stagione teatrale 2017 | 2018

15 NOVEMBRE | 3 DICEMBRE 2017

I ♥ ALICE ♥ I

di Amy Conroy
traduzione Natalia Di Giammarco
con Ludovica Modugno e Paila Pavese
regia Elena Sbardella

assistente alla regia Chiara Lipparelli




 Lo spettacolo I <3 ALICE<3  in scena al Teatro della Cometa dal 15 novembre al 3 dicembre 2017 ha un testo intimista, in cui l'autrice. Amy Conroy ha voluto narrare con estrema naturalezza, l'amore tra due donne. Sul palco vediamo una scenografia particolare: sedie accatastate, pareti completamente ricoperte di  foto ed ecco che arrivano le due attrici- Ludovica Modugno e Paila Pavese, entrano quasi in punta di piedi, e iniziano tra loro un dialogo sottovoce. Lo spettacolo, aderente al testo,  è quindi lirico, di narrazione di se stesse e di come è nata la loro storia d'amore. Il tutto non viene gridato a squarciagola, non ce n'è bisogno, quello che la Conroy vuole fare emergere è la naturalità di ciò che ancora qualcuno pensa essere contro natura. Le due Alice sono due donne, ma potrebbero essere un uomo e una donna o due uomini, sono semplicemente due persone che si amano. La loro storia è narrata con la leggerezza di una piuma, senza grandi drammi, o  agnizioni eclatanti, l'unica ma determinante è il bacio al supermercato, che sugella  ciò che in nuce era già presente  nell'età adolescenziale. La recitazione delle due attrici è assolutamente conforme al tipo di testo, quindi assolutamente naturale, senza manierismi fuori luogo. Le due protagoniste, due Alici nel paese delle meraviglie, inteso come luogo fantastico dove trovare la felicità sono rappresentate nella loro terza età, quindi l'età del ricordo, ma anche della stupefazione nel guardarsi allo specchio e non riconoscersi.

Miriam Comito




Ludovica Modugno e Paila Pavese saranno le protagoniste, al Teatro della Cometa – dal 15 novembre al 3 dicembre – di I ♥ ALICE ♥ I di Amy Conroy, per la regia di Elena Sbardella.


Due persone di circa settant'anni sono state beccate in atteggiamento equivoco dietro lo scaffale di un noto supermercato. Sono due donne: Alice Slattery e Alice Kinsella (Ludovica Modugno e Paila Pavese). Fortunatamente l'imbarazzo si trasforma in occasione: la donna che le ha viste, una regista, propone loro di fare uno spettacolo in cui raccontare la loro storia. Tra resistenze ed entusiasmi dovuti all'opposto carattere delle due, esuberante la prima, molto discreta la seconda, alla fine decidono di presentarsi di fronte al pubblico e senza filtri, senza buonismi o facili vie, tentano di ricostruire il loro mondo e la loro rocambolesca storia. Raccontano di come da amiche d’infanzia si siano ritrovate a essere amanti e compagne molti anni dopo. La Modugno e la Pavese, per la prima volta insieme, in un cocktail esplosivo di dolcezza e comicità. Niente buonismi o patetismi per uno spettacolo che attraverso il riso e la leggerezza arriva dritto al cuore.


Per colpa di TREND: Nel 2015 per la rassegna TREND, diretta da Rodolfo Di Giammarco, ho curato la mise en éspace di Tribes, che nel 2016 è stato presentato in forma di spettacolo al Piccolo Eliseo; nel 2016 a TREND va in scena I ♥ Alice ♥ I, con Ludovica Modugno e Paila Pavese e quest'anno approda alla Cometa ancora grazie a TREND, un'occasione molto interessante per sperimentare nuovi testi di drammaturgia inglese. Per colpa di TREND mi sono ritrovata con queste due meravigliose signore del Teatro a lavorare su un testo scritto in punta di penna: così funzionale da cancellarsi in bocca alle attrici, sembra che l'abbiano scritto loro, la Pavese e la Modugno, insieme. Il testo è molto semplice ma ci ha riservato delle sorprese inaspettate: era estremamente divertente e coinvolgente. Il resto lo hanno fatto Ludovica e Paila, con la loro meravigliosa arte, sempre alla ricerca del dettaglio, con un'attenzione maniacale a ogni piccola sfumatura e anche in questo ci siamo trovate in armonia assoluta. Pensare che le due signore sono amiche da una vita, una vita spesa sui palcoscenici di tutta Italia con le più grandi compagnie nazionali, ma non hanno mai lavorato insieme. Vedendole all'opera durante le prove si potrebbe giurare che abbiano sempre diviso la scena una al fianco dell'altra tanto sono affiatate e complici. Con l'entusiasmo del primo giorno e un'esperienza assoluta si sono offerte a me in maniera totale: i personaggi sono chiari, teneri e noi scegliamo di mettere in scena le loro fragilità e idiosincrasie. Vi auguro di cuore di poterle vedere in questa prova d'attrice perché davvero è un'occasione unica così come è stato per me lavorare con queste due assolute signore del Teatro e donne meravigliose: Ludovica Modugno e Paila Pavese.



Estratto dalla rassegna stampa

“La loro relazione era nata come tante, con una delle due dichiaratamente omosessuale e con l’altra – vedova dopo un matrimonio innocuo - che si ritrova confusa davanti all’attrazione per una persona del suo stesso sesso. I ♥ Alice ♥ I è un testo che regala la freschezza del sarcasmo evitando tutti quei passaggi stanchi e obbligati sull’età delle donne o sull’omosessualità”. Recensione di Erika Favaro del 2 novembre 2016 su Che teatro che fa, rubrica di critica teatrale di Repubblica on line diretta da Rodolfo Di Giammarco.




Teatro della Cometa  - Via del Teatro Marcello, 4 – 00186 Orario prenotazioni e vendita biglietti: dal martedì al sabato, ore 10:00 -19:00 (lunedì riposto), domenica 14:30 – 17:00 - Telefono: 06.6784380

Orari spettacolo: dal martedì al venerdì ore 21.00. Sabato doppia replica ore 17,00 e ore 21,00. Domenica ore 17.00. Costo biglietti: platea 25 euro, prima galleria 20 euro, seconda galleria 18 euro.

RIDUZIONI PER I LETTORI DI MEDIA&SIPARIO e SALTINARIA

        

e PER GLI ASCOLTATORI DI


Premio Lettera 22

Il Teatro della Cometa aderisce al Network Lettera 22 - Premio Giornalistico di Critica Teatrale under 36, e ne accoglie i concorrenti nella stagione 2017/18. Tutto su www.premiolettera22.it



Teatro per ragazzi Teatro Cometa Off dal 20 novembre



LA SCUOLA VA A TEATRO

"ProjectScuola-III Edizione"- al Teatro Cometa Off dal 20 novembre la rassegna teatrale dedicata agli studenti, a cura dell’Associazione Ariadne – Teatro A  

Al via, dal 20 novembre 2017, la rassegna Project Scuola in scena al Teatro Cometa Off, che vedrà allestito ogni mese uno spettacolo. Giunta alla sua terza edizione la kermesse ha l’obiettivo di guidare bambini e ragazzi alla conoscenza del teatro, avvicinandoli alla letteratura e alla storia. Un modo per far riflettere i giovani su tematiche sempre più attuali: dalla violenza sulle donne, al bullismo; dall’emancipazione femminile al ricordo dell’olocausto. Si vuole così contrastare la crisi della cultura, dello spirito, della società.

La rassegna - ideata e realizzata dall’Associazione ARIADNE - Teatro “A”, diretta dalla regista Valeria Freiberg, che nasce con il patrocinio dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali -  vuole essere uno spazio innovativo e rivoluzionario; nasce dal desiderio di trasformare una stagione teatrale tradizionale in un forum artistico fra i giovani artisti e il pubblico dei giovani per interrogarsi - tramite l’arte del Teatro - sulla sintesi tra arte classica e arte contemporanea, sulla formazione del pubblico del futuro.

Project Scuola coinvolge tutte le scuole, da quelle dell’infanzia agli istituti superiori di secondo grado. Per gli studenti sono stati ideati percorsi diversificati per fasce d’età per favorire un'azione estesa e capillare capace di interagire attivamente con tutto il territorio provinciale, nazionale.

Si parte con la pièce “Suona solo per me”, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Lo spettacolo - tratto dalle opere letterarie degli scrittori russi Razumovskaja e Erofeev – è proposto, al Teatro Cometa Off, dal 20 al 25 novembre 2017 ed è diretto dalla stessa Valeria Freiberg e con esso si dà il via a flusso continuo di pensieri, di immagini che sonda l'impalpabile umano in tutte le sue sfumature. Forte d'argomenti e di profondità il primo appuntamento della rassegna non manca di poesia, perfino nei momenti più critici per esprimere non solo le problematiche di una realtà confusa che ci circonda, ma soprattutto la bellezza del teatro contemporaneo ancora da scoprire.
Afferma la regista: “Il teatro è luogo d’arte, pensiero e creazione. Ma soprattutto di dialogo con i ragazzi che ha la funzione di favorire l’integrazione e la comunicazione con spunti culturali e artistici. Il nostro obiettivo è l’apertura a nuovi linguaggi artistici, nuove forme espressive, all’incontro di generi differenti, alla contaminazione di diverse forme di spettacolo”.

TEATRO COMETA OFF
Via Luca della Robbia, 47
Orario del botteghino: dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 a inizio spettacolo.
Cellulare: 348- 6952550
Il prezzo del biglietto: 12 euro intero - 10 euro ridotto




"Suona solo per me"
dal 20 al 25 Novembre
Alle ore 10 e 11.30

"La regina delle nevi"
dal 18 al 22 Dicembre

"Ascolta Israele"
dal 23 al 26 Gennaio

"Remarque-Tre camerati"
dal 12 al 15 Febbraio


giovedì 9 novembre 2017

Il confronto fa uscire: LA PARTE MIGLIORE DI ME al Teatro San Paolo fino al 12 novembre

LA COMPAGNIA ORTO DEGLI ANANASSI presenta:

Teatro San Paolo - Ostiense 190

8 | 12 NOVEMBRE 2017

LA PARTE MIGLIORE DI ME
di Francesca Detti e Andrea Gambuzza
con: Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza
scene e luci: Lucio Diana
ambienti sonori: Giorgio De Santis
costumi: Blender


LA PARTE MIGLIORE DI ME, mette in luce quello scollamento ahimè esistente nella società attuale tra ciò che ci è stato insegnato e ciò che la vita reale ci mette davanti. E lo fa attraverso il racconto di due vite apparentemente diverse, ma destinate ad incrociarsi. Due vite, appunto messe a dura prova, dalla realtà in cui si trovano a vivere, completamente diversa, per molteplici motivi, tutti riconducibili alle difficoltà insite che caratterizzano il modo lavorativo e affettivo attuale. Se da una parte troviamo Maurizio Carletti (Andrea Gambuzza) un padre separato, idealista, ingenuo, stanco, ma speranzoso. Dall'altra troviamo Laura Falleri (Ilaria Di Luca) un'assistente sociale, che combatte tra mille dubbi perchè il suo lavoro, è un lavoro molto delicato, lei ha  a che fare con esseri umani, che dovrebbe assistere, aiutare, ma tra quello che lei davvero pensa sarebbe giusto fare, e la parola della legge, spesso si aprono divari dove è possibile cadere. L'uomo e la burocrazia, meccanismi che si inceppano, e che sono in grado di stritolare l'individuo, a tutto questo come porre rimedio? Aprendo un dialogo vero, parlarsi, fidarsi. Il testo scritto da Francesca Detti e Andrea Gambuzza, è molto chiaro e non lascia adito a letture velate della cruda realtà attuale, sul Palco Gambuzza e la Di Luca si affrontano, in quello che potrebbe sembrare un duello ma che in realtà è un cammino più o meno consapevole per arrivare a una risoluzione, la risoluzione che sta nell'incontro che nasce dallo scontro dove piano piano tutti i veli vengono spazzati via per far affiorare il vero punto focale: la comprensione. L'interpretazione dei due attori è totale, è corpo e anima insieme, la scenografia è assolutamente funzionale, non solo alla precarietà della situazione, ma essendo composta da moduli composti di rete metallica, dà subito l'idea di una prigione i cui in effetti i due protagonisti si trovano, non una prigione fisica, ma una prigione dell'anima che un dialogo reale spezzerà

Miriam Comito



Lei ha qualcosa che non riesce a perdonarsi, lui ha qualcosa da nascondere. Un emozionante duello tra telefonate inaspettate, angoscianti sospetti e divertenti sorprese, sarà in scena al Teatro San Paolo - Ostiense 190 dall’ 8 al 12 novembreLA PARTE MIGLIORE DI ME di Francesca Detti e Andrea Gambuzza. Protagonisti e registi: Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza.


Attraverso un confronto commovente e rocambolesco tra un’integerrima assistente sociale, alle prese con il suo primo incarico al rientro da un periodo di pausa forzata e uno sperduto padre separato, in piena fase di “ristrutturazione emotiva”, si assisterà ad un incontrarsi e ad un riconoscersi, per scoprire che tra la prassi e le eccezioni, c’è un filo che ci lega tutti: quello del bisogno del sentirsi accolti e dell’imparare a lasciarsi accogliere.

Un intreccio di reti metalliche ed elementi essenziali - progettati e realizzati, così come il disegno luci, da Lucio Diana - rappresentano l’interno di una casa semi arredata, sottolineando il carattere precario e claustrofobico della condizione dei due protagonisti. Una puntuale tessitura sonora agevola il viaggio dello spettatore attraverso le differenti atmosfere, accompagnando i dialoghi serrati di questo incontro-scontro, spesso comici, alle volte struggenti e introspettivi.


Da qualche anno si è fatta sempre più evidente una nuova determinazione, una presa di coscienza sociale, che potremmo identificare come quella dei “padri separati”. Uomini che, dopo una più o meno burrascosa esperienza di separazione, sono costretti nella maggior parte dei casi, ad abbandonare il tetto coniugale, trovandosi a dover affrontare repentini cambi di equilibri di natura affettiva, sociale ed economica. Partendo da un lavoro di interviste fatte ad alcuni protagonisti di vicende analoghe, tra i quali gli ospiti del Residence dei Babbi, attivato due anni fa dal Comune di Rimini e uno scrupoloso lavoro di documentazione sulle prassi e le normative in tema di affidamento di minori, lo spettacolo vuole osservare da vicino quello che è diventato uno dei disagi simbolo della nostra generazione, tentando di porsi degli interrogativi su una questione che crediamo sostanziale, ovvero: l’assenza di prospettive data dalla rottura degli argini col vecchio modello di famiglia.


Contestualmente allo spettacolo, il 9 Novembre alle 18.30 presso la libreria "Le Storiein via Giulio Rocco – a Roma - si terrà la presentazione dell’omonimo libro di Francesca Detti e Andrea Gambuzza “LA PARTE MIGLIORE DI ME”(Edizioni Erasmo - novità editoriale settembre 2017), prefazione dello psicologo Nicola Artico e della drammaturga e sceneggiatrice Donatella Diamanti, ex-direttrice artistica della Città del Teatro di Cascina.


“La parte migliore di me” sceglie di mettere in evidenza, miscelando abilmente umorismo e malinconie, una realtà che si è fatta via via molto diffusa e problematica, vale a dire quella dei padri separati in difficoltà. Assegni di mantenimento da pagare, rapporti coi figli centellinati, un’immagine difficile da tenere al livello che il ruolo paterno richiederebbe: tutto di affastella e diventa dannatamente difficile da gestire, mentre capita magari di avere anche una vita propria da rimettere in piedi per poter alzare lo sguardo in avanti e ripartire con fiducia verso un qualche futuro”. Tratto dalla prefazione di Donatella Diamanti

“Oggi, molto più di ieri, sappiamo che la “scena della cura”, intesa non solo come cura medica ma anche e più in generale come cura di chiunque porti una difficoltà o una sofferenza, è un contesto molto largo. Molto complesso e molto dinamico. Per questo l’idea originale di Francesca Detti ed Andrea Gambuzza di rappresentare un tema difficile, come il lavoro di un assistente sociale che deve occuparsi delle possibili condizioni di danno o pregiudizio di un bambino, e di genitori malamente separati,  appare particolarmente moderna, attuale. E ci vogliono tatto, ironia, sensibilità in dosi misurate, per non scadere in una visione eccessivamente drammatica da un lato, oppure macchiettistica dall’altro. E’ questa la prima qualità del testo e della performance, quella di Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza, nel tradurlo sul palco”. Tratto dalla prefazione di Nicola Artico



LA COMPAGNIA ORTO DEGLI ANANASSI

Curriculum artistico - Orto degli ananassi


OTTOBRE 2015 Inizio attività scuola di recitazione “Teatro della Brigata”


2014-2015 “LA PARTE MIGLIORE DI ME” prod. Orto degli Ananassi con il contributo di Fondazione Sipario Toscana Onlus – La Città del Teatro di Cascina (PI) e Armunia – Festival Costa degli Estruschi di Castiglioncello (LI) – Debutto il 24 ottobre 2015 alla Città del Teatro di Cascina


2013-2014 “RAFFINATI!” ( spettacolo per bambini) di Cristina Cazzola e Lucio Diana prod. ENI


MAGGIO 2013 pubblicazione del testo “Testa di Rame” nella collana per ragazzi “i Diavoletti” Titivillus Editore.


2014-2010 “TESTA DI RAME” (teatro) regia di Omar Elerian con Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza (distribuito dal circuito Fondazione Toscana Spettacolo)


2009-2013 “RICCARDO3 – disappunti di un dittatore” (monologo teatrale) scritto, diretto e interpretato da Andrea Gambuzza. Vincitore del Premio Nino de Reliquis -Livorno 2009


2008 “ACARI” (teatro) di Daniele Riccioni, regia di Omar Elerian con Ilaria Di Luca, Andrea Gambuzza e Silvia Giuliano, Prod. Centro Artistico “Il Grattacielo” (Livorno)


2007 “SATELLITUDINI”, da “Le Cosmicomiche” di Italo Calvino, diretto da Omar Elerian con Andrea Gambuzza (monologo teatrale per ragazzi , dic ’07)


2006 “INNAMORATI FRITTI” (cortometraggio - commedia, 10’), regia di Daniele Riccioni con Ilaria Di Luca e Andrea Gambuzza



ILARIA DI LUCA


Dopo aver mosso i primi passi nel teatro della sua città, si diploma nel 1997 presso la scuola del Te-atro Stabile di Torino, diretta da Luca Ronconi, pro-seguendo nel 2000 la sua formazione con il corso di perfezionamento «Recitar con metodo» del Te-atro Metastasio di Prato, diretto da Massimo Castri e nel 2003 il seminario sulla commedia dell’arte, diretto da Marcello Bartoli. Affina la sua formazione seguendo tra gli altri i laboratori condotti da Francesca Della Monica, Valerio Binasco, Mario Perrotta e Claudio di Palma.
Lavora in teatro con Luca Ronconi, Pier’Alli, Rem &anp; Cap, Taddeus Bradietckj, Debora Debois, Pietro Bontempo, Benedetta Buccellato, L. Daminani, Alessio Pizzech e Gabriele Pignotta e nel cinema indipendente collabora con Silvio Soldini, Peter Del Monte e Francesco Calogero, conseguendo vari premi tra i quali: “Premio Miglior Interpretazione del 52esimo festival di cinema Valdarno FEDIC 2000” con il medio metraggio ”Dietro il Sole” diretto e scritto da D. Bini e F.Bianchi; e “Miglior interpretazione Femminile” al Festival Cinema indiretta di Saint-Vincent 2000, con il cortometraggio “Jingle bells” diretto da Michele Di Mauro.
E’ socia fondatrice della compagnia teatrale “Orto degli Ananassi” con la quale è attrice protagonista dello spettacolo “Testa di Rame” scritto da A. Gambuzza e G.Benucci, pubblicato dalla Titivillus Editore nella collana i Diavoletti.

ANDREA GAMBUZZA

Attore, autore e trainer teatrale, si forma alla “Eco-le Internationale de Theatre Jacques Lecoq” di Parigi. Studia e collabora con il Maestro di commedia dell’arte Antonio Fava. Lavora per Massimo Castri ne “Il Misantropo” di Moliere e per Emanuela Giordano ne “La commedia di Orlando” da V. Woolf. Lavora, tra gli altri, con Luciano Damiani, Alessio Pizzech, Pietro Bontempo, Gabriele Pignotta.
Autore di “PERSEUS”, “Purple Fish productions” di Londra, per il Fringe Festival del Canada 2005. Nel 2008 ha la Segnalazione della Giuria per il Premio Hystrio alla Vocazione e per “Riccardo alla Terza - Disappunti di un dittatore” vince il Premio “Nino De Reliquis” 2009.
Nel 2014 lavora come preparatore di tecniche di recitazione in maschera, per i membri del cast de Il Barbierbiere di Siviglia, prodotto dalla Fondazione Teatro Goldoni di Livorno e L.T.L.Opera Studio.
E’ socio fondatore della Compagnia Orto degli Ana-nassi per la quale scrive e interpreta spettacoli, tra i quali, Testa di Rame, edito da Titivuluss Edizioni e La Parte Migliore di Me, in coproduzione con La Città del Teatro di Cascina.


Teatro San Paolo via Ostiense 190 (Metro San Paolo ) -  Roma
Orario spettacoli: feriali ore 21 domenica ore 17.30
Biglietti: € 18
Orario biglietteria solo nei giorni di replica dalle ore 16 fino ad inizio spettacolo
AMPIO PARCHEGGIO Via Ferdinando Baldelli
Prenota il tuo biglietto con un messaggio al numero 339 4684545 o via email a info@teatrosanpaolo.it


PER LO SPETTACOLO LA PARTE MIGLIORE DI ME, RIDUZIONI PER I LETTORI DI MEDIA&SIPARIO, SALTINARIA e GUFETTO

        


domenica 5 novembre 2017

Massimiliano Bruno e lo SHORT LAB, al via il Bando di partecipazione alla Rassegna!

Al via la TERZA EDIZIONE di

SHORT LAB 2018
Direzione artistica di Massimiliano Bruno

Bando di partecipazione fino al 20 dicembre 2017



La Rassegna Short Lab si terrà al Cometa Off di Roma
Dal 27 febbraio al 25 marzo 2018



Al via la terza edizione di SHORT LAB, la rassegna di monologhi e corti teatrali ideata e organizzata dal regista Massimiliano Bruno insieme a Gianni Corsi, Daniele Coscarella e Susan El Sawi.

Fino al 20 dicembre è possibile partecipare al concorso di SHORT LAB scaricando il bando su http://www.cometaoff.it/ o inviando una email all’indirizzo shortlaboff@gmail.com e richiedendo il bando in pdf.

Il progetto SHORT LAB nasce con l’intento di conoscere e dare visibilità a nuovi talenti e nuove idee del panorama teatrale italiano. Si svolge da due anni al teatro Cometa Off, da sempre un vero e proprio tempio del teatro OFF romano situato nel cuore di Testaccio.

In questi due anni la Rassegna ha dato, ad oltre 100 diversi progetti teatrali provenienti da tutta Italia, la possibilità di un debutto o di una riconferma davanti al pubblico e, con Massimiliano Bruno in veste di direttore artistico, a una giuria di qualità composta da addetti ai lavori, colleghi affermati, critici e produttori.
Il successo di pubblico, con oltre duemila presenze per ogni edizione, e di critica riscontrato nelle scorse stagioni ha confermato quanto sia attuale la necessità di dare spazio e voce alle nuove compagnie emergenti del circuito italiano. SHORT LAB sta divenendo sempre più fucina culturale e terreno fertile per la nascita e l’affermazione di nuove e giovani realtà teatrali.

Dopo il 20 dicembre verranno selezionati un totale di 36 Monologhi e 27 Corti Teatrali che a partire dal 27 febbraio 2018 verranno messi in scena sul palco del Cometa Off. Si alterneranno ogni sera, per un mese, 3 corti e 4 monologhi e alla fine di ogni serata il pubblico sarà chiamato a votare il migliore e chi vince avrà accesso alla successiva fase della Rassegna.

Le fasi conclusive dello SHORT LAB saranno le finali dei Corti teatrali e dei Monologhi che avranno luogo il 24 e il 25 marzo 2018. Durante le due serate verranno decretati i vincitori della Rassegna a cui sarà consegnato l’ambito Premio dello SHORT LAB: la produzione dello spettacolo vincitore per la stagione successiva.

SHORT LAB – come scaricare il Bando

Per scaricare il bando in pdf http://www.cometaoff.it/
EMAIL per richiedere il bando in pdf: shortlaboff@gmail.com

martedì 31 ottobre 2017

IL SALOTTO DI PULCINELLA OMAGGIA GIACOMO RONDINELLA E PINO DANIELE

Il Salotto di Pulcinella omaggia 
Giacomo Rondinella e Pino Daniele

Piccolo Teatro Il Salotto di Pulcinella
via Urbana 11 - Roma
3 e 4  NOVEMBRE 2017

Due serata imperdibili per gli appassionati di musica napoletana. Due generi diversi, due artisti diversi che hanno raccontato Napoli attraverso le loro canzoni: Giacomo Rondinella e Pino Daniele.
Il grande attore e cantante Giacomo Rondinella, uno tra i più grandi interpreti della canzone napoletana, viene ricordato il 3 novembre al Piccolo Teatro Il Salotto di Pulcinella. Ad omaggiarlo è proprio sua nipote Rita Rondinella con Eternamentenapoli.
L'artista calcherà il palco del piccolo salotto con grande emozione. “Ripercorrere  lo stesso palco che mio zio calcò nel 1996 quando il piccolo teatro era un ristorante, suonare lo stesso pianoforte che kui suonò per i suoi capolavori,  emana una sensazione di  gioia ed emozione” Spiega Rita “Come se lui fosse presente, per accompagnare Rita nei brani classici della canzone Napoletana”
Giulia Maglione torna in scena, dopo il successo di Napolimalia. Il 4 novembre sul palco del ristoteatro del quartiere Monti, verrà ricordato il grande Pino Daniele con Mal di Te. Un insolito racconto in note e poesie di uno dei cantautori più innovativi e originali, che ha avuto la capacità di regalare un nuovo volto alla musica partenopea, portandola ben oltre i confini della sua Napoli…. In scena con Giulia Maglione si esibiranno Andrea Panzera (chitarra), la voce narrante di Maurizio Yorck e la partecipazione di Fabio Daniele (pianoforte), Umberto De Santis (contrabbasso e Tromba), Leonardo D'Angelo (percussioni) , si ripercorreranno, in chiave acustica e lontano dal mero concetto di cover, le tappe più significative del cammino artistico del cantautore.Una serata in cui il coinvolgimento e l'emozione uniranno inevitabilmente palco e pubblico.

ETERNAMENTENAPOLI E MAL DI TE
e 4 NOVEMBRE 2017
PICCOLO TEATRO IL SALOTTO DI PULCINELLA
via Urbana, 11 - 00184 Roma
 ore 20.30
tel. 06 48.23.339  - cell. 347.7327033 - email: info@ilsalottodipulcinella.com 
Spettacoli con degustazione menù completo:
h. 20.30 – Euro 25

venerdì 27 ottobre 2017

E' questa la vita che vogliamo? L'eternità dolcissima di Renato Cane. Un testo poetico al Brancaccino



In scena al Brancaccino fino al 29 ottobre L'ETERNITA' DOLCISSIMA DI RENATO CANE. Il testo di Valentina Diana è poesia pura, in grado di volare, sulla quotidianeità della vita, sorvolandone a volo d'uccello, le grandi piccolezze a cui l'essere umano, contemporaneo è costretto a far fronte. Una riflessione quindi, su quanto sia davvero straziante dover lasciare questa vita, oppure non lo è così tanto, anzi potrebbe essere una cosa dolcissima. Lo spettacolo interpretato da Marco Vergani, per la regia di Vinicio Marchioni, è, davvero, molto bello, la storia parte quasi  dalla fine della vicenda, con un Renato cane che ci si presenta e ci annuncia con Giubilo che sta per morire. Perchè è felice, quando qualsiasi persona al suo posto sarebbe disperata. Piano piano scopriamo come la vita di Renato sia bruttissima: non gli piace il lavoro che fa, non ha rapporti veri con la moglie e con il figlio. Quando durante un controllo medico scopre di essere malato terminale, si scopre a riflettere, dopo aver visto un metaforico cartellone pubblicitario in cui un cane orinava su una lapide, sul fatto che, è meglio non pesare sugli altri per il proprio funerale, e che questa sia l'ennesima prova del fatto che questa vita non sia così desiderabile, per cui di conseguenza non sia così drammatico abbandonarla. Unico suo punto di luce, l'incontro, sul treno, con una bambina che vende pitture schiacciate. La Bambina, come anima pura è il simbolo di un ponte, di un passaggio, attraverso la sua pittura naif quasi automatica, ma rivelatrice di noi stessi. Marco Vergani è bravissimo, riesce a dare a Renato Cane una dimensione profonda, e a coglierne tutte le sfumature, dalla rabbia, alla delusione, alla consapevolezza, alla gioia, è un cenno lo voglio fare anche alle sue capacità di rumorista, dalla macchinetta del caffè al  battere a macchina al computer. La scenografia, è essenziale ed evocativa al contempo. Una sedia con il numero 19, di cui solo a fine spettacolo si capisce il significato, ai tubi di luce colorata appesi ai lati del palco, in connessione con i colori a tempera, che servono a fare le pitture schiacciate, segno di libertà, la libertà di compiere un passaggio, anche se la vita ci si dovesse mettere di mezzo.
Miriam Comito

Spazio del Racconto
rassegna di drammaturgia contemporanea 2017/2018
III edizione
dal giovedì al sabato ore 20.00; domenica ore 18.45

26 – 29 ottobre 2017
Khora Teatro
L’ETERNITÀ DOLCISSIMA DI RENATO CANE
di Valentina Diana
regia Vinicio Marchioni
con Marco Vergani
costumi Fujiko Hishikaua
disegno luci Andrea Burgaretta
supervisione artistica Milena Mancini



Marco Vergani dopo la laurea Specialistica in Arti e Scienze dello Spettacolo presso La Sapienza di Roma, frequenta numerosi corsi di perfezionamento per attori come Drama in Scena, Ecole des Maitres con Giancarlo Cobelli, Centro teatrale Santacristina, diretto da Luca Ronconi. In teatro ha interpretato Edoardo II di Andrea Baracco, Falstaff di Andrea De Rosa, Becket in camera da letto di Giancarlo Sepe, Macbeth di Andrea De Rosa, A Bocca Piena (Napoli Teatro Festival) di Emanuela Giordano, Ubu Roi di Roberto Latini, Processo a Gesù di Maurizio Panici, Dracula di Sandro Mabellini, Al mercato di A. R. Shammah, Lulù di A. R. Shammah, Hameline di Manuela Cherubini (premio UBU 2008/09 come migliore novità straniera), Nel bosco degli spiriti di Luca Ronconi, Il ventaglio di Luca Ronconi, Lo specchio del diavolo di Luca Ronconi, Troilo e Cressida di Luca Ronconi, Woyzech di Giancarlo Cobelli e tanti altri. 

Valentina Diana è nata a Torino nel 1968. Lavora in teatro come attrice e drammaturga. Per il teatro ha scritto: Fratelli, Ricordati di ricordare cosa? (Premio nazionale di drammaturgia contemporanea Il centro del discorso 2009), La bicicletta rossa (Premio Eolo Awards 2013 per la drammaturgia), Swan,La comitragedia spaziale, Senza Voce - Storia di Ciccilla, La palestra della felicità, Opera Nazionale Combattenti. Come scrittrice ha pubblicato Smamma (Einaudi 2014) e Mariti o Le imperfezioni di Gi (Einaudi 2015).  

Vinicio Marchioni, diplomato come Attore nel 2000 presso la Libera Accademia dello Spettacolo di Roma, e ha debuttato nel 1995 in teatro, dove vanta un ricco curriculum. Nel 2005 ha studiato con Luca Ronconi presso il Centro Santa Cristina. Frequenta la facoltà di Lettere indirizzo Spettacolo dell'Università La Sapienza seguendo la sua passione per la scrittura, per poi dedicarsi completamente al teatro. Del 2008 è la sua partecipazione, nel ruolo de Il Freddo, nella fortunata serie televisiva Romanzo criminale (2008-2010), diretta da Stefano Sollima, ispirata alla vera storia della cosiddetta Banda della Magliana. Nel 2009 debutta sul grande schermo con Feisbum! Il film, pellicola in otto episodi ispirata al social network Facebook. Nello stesso anno gira da protagonista, il film 20 sigarette, tratto dal libro Venti sigarette a Nassiriya, scritto da Aureliano Amadei, uno dei superstiti della strage di Nassiriya del 2003 e regista del film. A settembre il film viene presentato alla 67ª Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia nella sezione Controcampo Italiano, di cui vince il premio e una menzione speciale è dedicata a Marchioni per la prova d'attore. Nel 2011, per la sua interpretazione in 20 sigarette, ottiene una candidatura come miglior attore protagonista ai David di Donatello 2011.


BRANCACCINO Via Mecenate 2, Roma - www.teatrobrancaccio.it
Biglietto: 14,00 € + 1,50 € d. p.
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Via Merulana, 244 | tel 06 80687231 | botteghino@teatrobrancaccio.it

giovedì 26 ottobre 2017

Intervista a Silvana Chiozza e Cristina Piceda, le due artiste in mostra alla galleria Eitch Boromini

Ho avuto il piacere di visitare la mostra DERIVE MEDITERRANEE curata da Sveva Manfredi Zavaglia. La mostra che ha luogo in uno dei posti più belli di Roma. L'hotel Eitch Borromini sito all'interno del Collegio Innocenziano a Piazza Navona, è una mostra tutta al femminile, ne sono protagoniste la pittrice italo-argentina Silvana Chiozza e la scultrice italo- argentina Cristina Piceda. Le loro opere mi hanno colpito, ho voluto approfondire le loro motivazioni, le loro storie, anche per entrare seppur in punta di piedi, e da lontano in un altro paese, un paese che ha accolto nei secoli scorsi tanti italiani, segno evidente che all'epoca era un paese ricco e prosperoso. Sappiamo bene i problemi che ha avuto l'Argentina negli ultimi decenni, e ricordo ancora in un corso di Inglese a Londra, quanti argentini cercavano di partire per sempre dal loro paese. Le mostre internazionali, come quelle che Sveva Manfredi Zavaglia organizza, nello spazio, dedicato, dell' Eitch Borromini, sono un veicolo, per viaggiare nella cultura di un altro paese, attraverso il mezzo migliore che ci possa essere: L'arte.
Ringrazio
Sveva, Cristina, e Silvana per questo viaggio.
Miriam Comito



  L’Ambasciata della Repubblica Argentina in Italia e
la Galleria Eitch Borromini
Presentano
Derive Mediterranee
di Silvana Chiozza e Cristina Piceda
a cura di
Sveva Manfredi Zavaglia
Roma, 14 ottobre 2017 – 14 gennaio 2018

Sabato 14 ottobre 2017 si è inagurato a Roma, in via di Santa Maria dell'Anima, 30 la nuova stagione presso la Galleria Eitch Borromini con la mostra internazionale Derive Mediterranee di Silvana Chiozza Cristina Piceda - la prima mostra personale a Roma dell’artiste argentine- a cura di Sveva Manfredi Zavaglia e patrocinata dall’Ambasciata Argentina. La mostra dura fino al 14 gennaio 2018.

Il nuovo progetto espositivo delle artiste argentine Silvana Chiozza e Cristina Piceda è composto di circa 35 opere di pittura per la prima e scultura per la seconda. Questa esposizione propone un unione tra l’Italia e L’Argentina, quel sottile fil rouge che è sempre esistito. Un rapporto speciale tra due culture. Il legame che unisce e stabilisce il dialogo tra queste artiste è vibrante, il visitatore è trascinato in questo racconto di vita e di immagini di memoria, col desiderio di condividerlo e farlo conoscere attraverso quell'immediatezza che solo l’arte riesce a donarci. La mostra “Derive Mediterranee” - ci descrive la curatrice – offre un dialogo con il pubblico al fine di condividere la bellezza della natura e lo stupore dell’opera. Evoca frammenti astratti e realtà concrete in un viaggio nel mediterraneo dove ci possiamo tuffare tra il colore della campagna al calare del sole e ammirare l’arrivo della luna nella sua pienezza materica. La parte emotiva diviene protagonista sollecitando l'aspetto identitario del luogo storico espositivo della Galleria Borromini. L’estetica utilizzata mette in luce un aspetto possibilista di continuità tra la natura e l’umanità. Le emozioni nell’arte sono la tematica principale. Sinuose forme femminili in dialogo continuo arricchiscono l’ambiente espositivo della Galleria Borromini in modo accurato e unico, tra la pittura descrittiva con pennellate astratte, ritmiche, delicate e trasparenti su tela e tavola della Chiozza, e la scultura di marmo bianco di Carrara col nero del Belgio che ci lancia tra costellazioni o nella leggerezza attraverso un materiale come il ferro dall’aspetto fragile ma forte della Piceda.
Silvana Chiozza: www.silvanachiozza.com
Cristina Piceda: www.cristinapiceda.com

Il luogo La Galleria Borromini nasce all’interno di una Dimora Storica, abitata dai primi del ‘600 da Papa Innocenzo X Pamphilj e dai suoi familiari, che affidarono il progetto all’Arch. Francesco Borromini. L’architetto si occupò del palazzo e della scenografica sistemazione attuale costruendo anche la Chiesa di Santa Agnese in Agone. Oggi l’intero complesso, ex sede del Collegio Innocenziano, è sede dell’Hotel Eitch Borromini e rappresenta uno dei simboli della cultura e dell’architettura di Roma e d’Italia.

Mostra “Derive Mediterranee” di Silvana Chiozza e Cristina Piceda, Roma 14 ottobre 2017-14 gennaio 2018
Galleria Eitch Borromini Via di Santa Maria dell'Anima, 30 a Roma - Tel: +39 06 6861425
Ingresso gratuito - Orari: da lunedì a domenica h 11-19
Curatore: Sveva Manfredi Zavaglia
Responsabile Creativa e Progetti Galleria Borromini: Angelica Romeo - Info: galleriaborromini@gmail.com


Intervista a Silvana Chiozza

D)Silvana , nella mostra DERIVE  MEDITERRANEE,  aperta fino al 14 gennaio 2018 presso la bellissima cornice della Galleria Eitch Borromini, è presente una selezione delle tue opere, insieme ad una selezione di quelle di Cristina Piceda. Tu sei argentina di origine italiana, cosa c’è d’italiano nelle tue opere? Quali sono le derivazioni mediterranee delle tue opere?
R)Io prima di venire ad abitare in Italia viaggiavo in vacanza da bambina con i miei genitori sempre a febbraio. Sin d’allora mi affascinava la luce che c’era qui, una luce soffusa, molto diversa alla nostra. Venendo ad abitare a Roma, a 28 anni, ho fatto attenzione particolare alla luce, si vede di più nelle opere dei primi anni ma comunque rimane anche in quelli più recenti. Il mio lavoro astratto e un’evoluzione attraverso la sintesi dal figurativo e in quel lavoro rimangono i colori soprattutto romani (le terre) e la luce. In “ricordi” per esempio c’è quello che cerco di spiegare e non a caso porta quel titolo perché quel quadro è la sintesi di un’esperienza estetica con Roma in particolare. Il mio lavoro e rimasto intrecciato con un’esperienza estetica legata ai luoghi in cui ho dipinto. Perché nelle mie scelte ha prevalso il paesaggio. Ho girato tutta l’Italia in cerca di luoghi d’inspirazione per le mie opere. Sono andata anche nelle isole e nella Grecia. Spero di rispondere alla domanda

D) DERIVE MEDITERRANEE è una mostra a due, tra te pittrice e Cristina scultrice, come definiresti il dialogo fra le vostre opere?
R) C’è un’affinità profonda tra le opere di Cristina e le mie. Le nostre scelte estetiche sono le medesime, gestiamo lo spazio in modi molto simili. Da questo risulta un’armonia complessiva. Quando uno fa scivolare lo sguardo attraverso la mostra che abbiamo allestito insieme, non ci sono dissonanze, è come un’onda che passa.

D) Ultimamente stai passando da una pittura figurativa, ad uno stile, decisamente più astratto. Ci vuoi parlare di questo tuo passaggio?
R)Il passaggio e recente però viene da lontano, da anni sentivo che c’era qualcos’altro da dire riguardo a quel che stavo facendo. Ma restava sempre dietro, prevaleva il racconto, diciamo che quando ho sentito che avevo esaurito il desiderio di raccontare ho dato spazio a una nuova forma di lavorare. L’ispirazione viene da un’altra parte, è più profonda e quasi inconsapevole, inizio a lavorare senza progetto, e poi nasce dall’ incontro tra quel che accade sulla tela man mano che butto il colore e la mia volontà di condurlo da qualche parte diciamo in modo conscio. Arriva un momento in cui la strada inizia a intravedersi, dove porterò quel opera, dove può approdare

D) Come è nata in te la passione per la pittura e quali artisti del passato ti hanno influenzato?
R)Sono nata con essa, ero molto piccola (5 anni) e già frequentavo lo studio del pittore Battle Planas, Ho sempre dipinto, ovunque. .., anche mentre prendevo appunti in classe disegnavo a bordo pagina mentre ascoltavo la lezione. Mio nonno pittore e scultore e stato fondamentale, avevamo un rapporto speciale. Lui era un uomo poliedrico, pittore, scultore e poi odontologo, ma sapeva fare anche altri mestieri, per esempio costruì una barca che regalo a mio padre quando compi 18 anni. Con quel veliero mio padre navigava fino al delta del Parana. I miei pittori favoriti sono cambiati con gli anni, ma restano sempre in prima fila Corot, Turner,  Morandi, Burri, Rothko, Diomede, Casorati..


D ) Che rapporto c’è nelle tue opere tra luce e colore?
R) Luce e colore sono due elementi fondamentali nella mia opera, e vanno sempre per mano.

D) Cosa c’è dell’Argentina nei tuoi quadri?
R) Gli anni di formazione, ho studiato la e tutto quel che faccio e influenzato dagli studi che ho fatto con i maestri argentini
D) Ci puoi raccontare come nasce un quadro, hai già una via prestabilita quando inizi un nuovo lavoro inizi o ti lasci trasportare dal fluire?
R)Ho parzialmente risposto a questa domanda prima. Nel figurativo partivo con un progetto, avevo un’immagine in testa del risultato che volevo ottenere. Nell’ astratto invece parto all’avventura, sarà quel che accade durante il lavoro a creare una strada da percorrere, questo modo di lavorare amplia moltissimo l’spettro delle possibilità, si trovano tante strade nuove perché lascia più spazio al caso, al’imprevedibile, che va sempre più lontano dell’immaginazione. Nel dialogo tra il caso e il desiderio nasce l’opera

   Intervista a Cristina Piceda
D)Cristina che rapporto hai tu con la materia?
R)Io ho bisogno di avere il contatto con la materia, di sentirlo sotto la pelle, di nuotarci dentro, il marmo ad esempio per me rappresenta la famiglia, la maternità, il bisogno il dialogo. Il marmo è un materiale stratificato quindi antico, e questa sua caratteristica mi aiuta a tirar fuori delle idee
D)Cosa vorresti che del tuo lavoro arrivasse al pubblico?
R)Sorpresa ed emozioni, mai ripetizione.
D)Ci vuoi parlare della tue opere Obelisco” presenti nella mostra DERIVE MEDITERRANEE?
R)Si, mio padre è stato per me un grande mecenate, mi ha aiutato tantissimo, quando lui è morto nel 2000 ho preso un blocco di marmo nero del Belgio, l’ho rotto e con i pezzettini che sono rimasti ho fatto una scultura, molto accurata. In mostra è presente  “Ricordi d’infanzia” del 2015 dove ho messo insieme pezzettino per pezzettino, dando a ognuno un significato preciso inerente a una persona, montato su un legno particolare il lapacho africano, recuperato dal porto di Buenos Aires.

D)Usi spesso materiale recuperato?
R)Mi piace andare in giro e scoprire luoghi dove ci sono materiali che possono essere riutilizzati in maniera del tutto nuova si da trasformarli, come ho fatto con del metallo recuperato dalle reti dei pescatori e dai contenitori di biscotti recuperati in una fabbrica. Un esempio è”Cercandomi” in cui ho dato leggerezza e sinuosità all’acciaio inossidabile.


D)Un’altra tua opera esposta in mostra è “La Luna” di marmo bianco di Carrara dialogante con un supporto di marmo nero del Belgio. Cosa rappresenta per te la luna?

R)Per me la luna rappresenta : amore, angoscia, felicità