mercoledì 14 dicembre 2016

PROGETTO DOMINO Recensione

TEATRO INDIA
12 e 13 dicembre 2016
PROGETTO DOMINO
di Irene Di Lelio e Manuel Capraro

Progetto Domino nasce dall' incontro  tra  due compagnie teatrali: Gli Artimanti e Linee Libere 
e in questi giorni hanno portato in scena al Teatro India di Roma ciascuno un lavoro. Gli Artimanti hanno proposto FABRIZIO  scritto e diretto da Manuel Capraro, con Antonello Azzarone, in cui vediamo il proprietario di un locale burlesque alle prese con il disfacimento più totale dei suoi sogni, sogni, non stratosferici, sogni normali, ovvero l'amore della propria donna, un lavoro. La scenografia composta di bidoni della spazzatura e cianfrusaglie lasciate qui e là, ci fanno subito pensare ad uno stato di abbandono sia fisico che spirituale, infatti, Fabrizio, ha perso la battaglia della sua vita, è stato costretto a cedere il suo locale. L'atmosfera di decadimento fisico fa da corollario ad una disperazione senza uscita, disperazione provocata dalla prevaricazione dei diritti basilari. Il testo di Capraro è una sorta di testamento dell'uomo libero, schiacciato dalla macchina del potere.
La compagnia Linee Libere ha portato in scena un classico del Teatro dell'assurdo:IL RINOCERONTE  di Eugène Ionesco. Il drammaturgo francese di origini rumene scrisse quest'opera nel 1958, anche se l'ambientazione ricalca una società preda dei totalitarismi, il teatro dell'assurdo prendendo le mosse dalle avanguardie  artistiche che hanno ridisegnato il ruolo dell'arte nella società, in particolare il dadaismo, la parole DADA non vuol dire nulla, opera d'arte può essere anche l'object trouvè. Se le avanguardie artistiche si sono sviluppate nei primi trenta anni del Novecento, il teatro dell'assurdo ha avuto il suo sviluppo tra gli anni 40' egli anni 60' dello stesso secolo, quindi alla tragedia della Prima Guerra Mondiale ha aggiunto quelli della seconda. Completa destrutturazione della drammaturgia tradizionale, con perdita assoluta di una costruzione razionale proprio perchè al centro è posta l'assurdità del vivere. Non c'è più quindi spazio per una struttura tradizionale. Trama, concatenazione di eventi, scioglimento. Gli eventi ora sono legati da una traccia a volte sfuggente, ma sempre presente ai più attenti, capace di giocare con il nonsense, proprio per rispecchiare non più la realtà sensibile, la quotidianità, ma la verità dell' insondabile. La compagnia Linee Libere ha ben saputo rendere quella modalità di spiegazione degli accadimenti, come nel caso di Il RINOCERONTE, metafora dell'ascesa tra le due guerre dei totalitarismi, propria del teatro dell'assurdo basata sul linguaggio, costituito da frase ripetitive, da illogicità manifesta dei discorsi, che porta alla difficoltà di comunicazione, così da svegliare il popolo.
Mettere insieme queste due opere, se in pare può essere un'operazione rischiosa, nuova drammaturgia e un classico del Novecento d'altro canto rappresenta una modalità interessante di appaiare due periodi storici molto simili ma si spera non uguali.E come ben sappiamo Ionescu da avanguardista, da non compreso almeno inizalmente, è diventato ora un classico seppur sui generis riproponibile al giorno d'oggi.
Miriam Comito


Al Teatro India di Roma, il 12 e il 13 dicembre 2016, debutta il progetto Domino, ideato e realizzato dai  giovani registi Irene Di Lelio e Manuel Capraro. Dalle ore 21.00 il 12 dicembre e dalle ore 18.00 il 13 dicembre si alterneranno sul palcoscenico di Lungotevere Vittorio Gassman, due produzioni indipendenti, due spettacoli complementari, due testi diversissimi: Fabrizio scritto e diretto da Manuel Capraro, in scena Antonello Azzarone, accanto a un grande classico Il rinoceronte di Eugene Ionesco, per la traduzione di Giorgio Buridan e la regia Irene Di Lelio, con Gabriele Abis, Antonello Azzarone, Giulia Carpaneto, Luca Mazzamurro, Lorenzo Tolusso. Due dense serate teatrali dedicate al tema della dominazione, dell’ io domino da cui il progetto prende il nome. Sei attori che cambiano continuamente corpo, abito, pensieri, atteggiamenti e pelle. Diciotto vite avviluppate nel loro stesso istinto che non li abbandona e li costringe a essere prede di un meccanismo relazionale sottile ma atroce.
Dalle note di regia: I due testi mettono a fuoco l’Io domino in un mondo e una società, apparentemente lontani da noi. Questo “imperialismo istintivo e profondo, biologico, che pervade le piante, le creature, gli uomini, le nazioni” (E. Ionesco), uccide la coscienza dell’uomo e la sua libertà. È il meccanismo che sta alla base dei due lavori, che fa incontrare e specchiare i due protagonisti, così simili tra loro ma con due coscienze e modi di reagire completamente diversi. Il lavoro vuole raccontare al pubblico quello che ci succede intorno, nelle relazioni con le persone che ci circondano e cercare di capire come stare nella partita del DOMINO, del nostro presente e riuscire a rimanere in piedi.
Gli spettacoli:
FABRIZIO scritto e diretto da Manuel Capraro                       Questo spettacolo è l’ultimo ballo, l’ultimo delirio, l’ultimo urlo di un giovane uomo che ha perso tutto, che è rimasto solo ed è stato rinnegato da un mondo che lo schiaccia, lo DOMINA e lo vomita, perché soddisfatto della propria ignoranza e del proprio egoismo. Lo stesso mondo in cui l’unica cosa che conta è il denaro, in cui i sentimenti, le emozioni, la musica, il movimento non sono concessi. FABRIZIO è la necessità di aggrapparsi a qualcosa di profondo ed eterno nel marasma di delusioni e sconfitte che oggi ci circonda. La scena è coperta di bidoni della spazzatura colorati. La sua immaginazione e le sue allucinazioni ci traghettano all’interno dei ricordi e ci fanno entrare nel Burlesque Club del suo grande amore, la star: Mirandolina. FABRIZIO è il grido di una generazione che non si arrende e che lotterà fino all’autodistruzione. Atto unico che si ispira e reinterpreta alcuni personaggi e tematiche de La Locandiera di C. Goldoni.
IL RINOCERONTE di Eugène Ionesco, diretto da Irene Di Lelio
Un’epidemia prende corpo. Lentamente si disegna dentro gli organi delle persone, modifica il loro Essere, la loro forma mostruosa di uomini. Esplodono le rivendicazioni di ansie e angosce che reprimono, che li schiacciano. Il rinoceronte, a discapito dell’uomo, è la novità, la bellezza, la soluzione ai problemi. Un Universo al contrario, dove vince l’istinto, la rivalsa, la superficialità di giudizio. Le relazioni diventano primordiali, senza coinvolgimento mentale, emotivo. L’inquietudine, la malinconia e la paura del senso del nostro esistere, è messa all’angolo, è annullata. La forza, l’arroganza, la voglia di schiacciare e DOMINARE gli altri, primeggia. Bèrenger è circondato dalle sue paure che lo ingoiano e lo risucchiano. Una realtà inventata, assurda è la metafora della mancanza di giudizio che pervade il nostro secolo. Come in un incubo, Bèrenger sceglie le maschere che i personaggi indosseranno per umiliarlo e poi schiacciarlo. Una grande allucinazione che lo ingloba dentro le sue paure esistenziali che prendono corpo e pulsano davanti ai suoi occhi. 

Biografia Manuel Capraro, diplomato in regia all’Accademia Nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico nel 2014. Studia Physical Theatre al SZFE di Budapest, con Roberto Romei e Charlotte MunksØ e alla LAMDA Academy of Music and Dramatic Arts. Segue il laboratorio di Oskaras Koursonovas alla Biennale College di Venezia nel 2016. Dopo il diploma dirige e scrive diversi spettacoli. “FABRIZIO” è semifinalista al premio internazionale Dante Cappelletti e va in scena al Teatro Biondo di Palermo a Ottobre 2016. Segue Emma Dante nel laboratorio “Festa di nozze la molto bramata regina ci prepara!” e nello spettacolo “Odissea A/R”. Dirige il seminario “Analisi della drammaturgia del testo, dell’attore e della messa in scena” all’Università La Sapienza sugli spettacoli del Progetto DOMINO.

Biografia Irene di Lelio, diplomata in regia all’Accademia Nazionale d’arte drammatica Silvio d’Amico nel 2013. Studia con Giulio Farnese dal 2010. E’ assistente alla regia di Antonio Latella per: Il Servitore di due padroni (Ert, Teatro Stabile del Veneto); Faust Diesis (ANAD, Stabilemobile); Natale in casa Cupiello (Teatro di Roma 2014-2016). Studia con Eugenio Barba dal 2015, “Site specific and acoustic voice” con Charlotte MunksØ e Ditlev Brinth e Commedia dell’arte con Enrico Bonavera. Dopo il diploma dirige diversi spettacoli e performances di site specific. Scrive e dirige "Crisi umana", cortometraggio con L. Lo Cascio e S. Rubini (Venice Days 2012). Dirige il seminario sugli spettacoli del Progetto DOMINO “Analisi della drammaturgia del testo, dell’attore e della messa in scena” all’Università La Sapienza.


Teatro India
Lungotevere Vittorio Gassman, 1
Biglietti: intero 12 euro; ridotto 8 euro
Orari: lunedì 12 dicembre ore 21.00; martedì 13 dicembre ore 18.00
Per info e prenotazioni: tel. 06 87752210

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